E mo' che è la Pollo's Farm?


Un modo per guarire. Pollo’s Farm non è un progetto, è un processo di riabilitazione innestato nel cuore della Tuscia, su un terreno che è stato sfruttato a lungo e poi dimenticato, da oltre un decennio.

Lavorare quotidianamente per salvare le piante che lo abitano, dare un senso produttivo all’uliveto, imparare a conoscere antiche leggi che governano il rapporto tra il territorio e la fauna che lo abita, entrare in contatto con una diversa socialità umana, animata non dalla competizione ma dalla collaborazione: ciò che si fa, ciò che avviene nella Pollo’s Farm non è diretto alla realizzazione di una tradizionale azienda agricola ma a dare concretezza ad una visione spirituale, che è poi tutto ciò che conta nella mia vita.

Vengo da anni complicati. Archiviate le mie esperienze politiche, con un passato urbanizzato e informatizzato alle spalle e con addosso la grande oscurità di un paese privo di una nazione e inguaribilmente allo sbando, un peso che ha letteralmente strangolato le mie pulsioni creative, avevo due scelte. Trasferirmi all’estero, e solo una improvvisa malattia ha interrotto i preparativi, o trovare un modo per squarciare la nera cappa della depressione italiota. Ecco, Pollo’s Farm non sta solo facendo bene al mio fisico alla mia salute e alla mia mente, mi sta letteralmente catapultando in un nuovo stato emozionale. Qui si fondono le mie pulsioni naturalistiche di vecchia data con le richieste quotidiane di un territorio che va capito, studiato, lavorato, gestito, protetto e aiutato. Dall’orto che avevo avviato nel piccolo giardino della mia casa di Bolsena a questi due ettari nel cuore della Tuscia viterbese il passo è molto più breve di quello che mi ha portato ormai quattro anni fa dal mondo dell’informazione e dalla città alla campagna.

Sì, certo, sul terreno della Pollo’s Farm appariranno nuove strutture necessarie al suo funzionamento e sì, ci sarà presto finalmente una vera strada di accesso, un magazzino come si deve e una piccola abitazione, ed è vero che punterà il più possibile all’indipendenza energetica, alla condivisione delle sue bellezze, al contenimento dei consumi e all’autoproduzione, ma prima di tutto la Farm è e sarà un laboratorio in cui ricerco i colori della mia spiritualità che, come una materia oscura presente tanto quanto sfuggente, minimizza le dimensioni del mio ego e connette ogni oggetto della mia realtà alla mia intimità, riempiendo lo spazio tra cose, persone, desideri e azione, tra dentro e fuori.

(ultimo update novembre 2015)

2 commenti:

  1. Che Meraviglia Paolo! Sto camminando sul tuo stesso sentiero...

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  2. Mia carissima amica e confidente!! :***

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